La cittadina di Sant'Angelo dei Lombardi si appresta a vivere una singolare esperienza dove i cittadini santangiolesi, gli studiosi e gli amici irpini possono tuffarsi nella memoria storica. Un viaggio nella storia e nella tradizione che diventa una sorta di memoriale. Da tempo si aspettava una ricucitura di un gap generazionale, dopo il tragico sisma del 1980. Da cittadino sant'angiolese che ha vissuto la grande avventura con i giovani del tempo per il recupero dei beni artistici e storici della diocesi altirpina, saluto con soddisfazione questo evento. L'amico e studioso-ricercatore Michele Vespasiano ha prodotto in sinergia con la collaborazione della Diocesi di Sant'angelo dei Lombardi, un volumetto agile, originale e ben documentato, scritto con il cuore e frutto di pazienti e lunghe ricerche.
La bella edizione fa parte del primo titolo della collana "Il Germoglio", cooperativa sociale, si presenta ariosa, agile e intrigante intitolata Ecclesia Mater Angelensis, storia e arte della cattedrale di Sant'Angelo dei Lombardi, Natan Ed., 2012 81 pp. ill., è stata dedicata a Don Franco Alfano Arcivescovo di Sant'Angelo dei Lombardi, Conza-Nusco e Bisaccia, come segno di amore e di stima per la successione apostolica, nel momenti in cui si apprestava a fare l'ingresso nella nuova sede di Sorrento Castellammare.
Un sentita prefazione di Marco Luongo del Presidente della Cooperativa "Il Germoglio" ricostruisce la storia di questa creatura voluta dall'Arcivescovo don Franco Alfano che ha creduto e sostenuto i giovani nel progetto Policoro, lo stesso Vescovo ha dato il nome significativo: (... i giovani Germogli di speranza). I giovani santangiolesi hanno così seguito le orme e gli incoraggiamenti del loro pastore e sono diventati un esempio forte di come si può "fare impresa sociale" con genialità, coraggio e imprenditorialità.
I giovani che sono il futuro dei nostri paesi, non potevano non trovare accoglienza nel cuore del Pastore ed amico Alfano che ha aperto con i giovani i locali de Seminario di S. Andrea di Conza, diventando casa di accoglienza e Villa del Seminario. I "Lavoranti della Fattoria sociale "Al fresco di cantina" degli amici detenuti della Casa di Reclusione di S. Angelo.
Un libro-testimonianza, dunque, quello di Michele Vespasiano che si avvale anche della penna di d. Pietro Fulchini, che con attenzione pastorale, sa bene inquadrare le vicende e le storie di uomini, vescovi, artisti, lavoranti e fedeli intorno al cuore della città: la cattedrale di s. Antonino Martire e diacono.
L'autore nella sua introduzione, opportunamente nota che, la storia millenaria della cattedrale coinvolge un itinerario di fede e nello stesso tempo una continua lotta di rinascita e di ricostruzione della città, dopo gli eventi sismici e le difficoltà occorse e superate con grande energia per la ricostruzione.
S. Angelo dei Lombardi, con la sua storia attraverso le pietre, le committenze prestigiose dei vescovi, dei signori come Caracciolo, Corigliano e Imperiale, il contributo nel settecento del brillante ingegnere Filippo Buonocore artefice della progettazione, il capo-mastro Giuseppe Fuschetto, figura di rilievo di imprenditore santangiolese, coordinatore della maestranze, hanno davo nuova vita al tempio sacro, per cui oggi ogni pietra, finestrone, manufatto artistico trova nelle future generazioni anche il rispetto, con questi antenati ci hanno trasmesso un deposito di fede e di genio artistico.
Lungo il filo rosso della "storia da un terremoto all'altro", 1° capitolo, l'autore ci accompagna e ci guida nell'itinerario storico e descrittivo delle opere realizzate lungo il corso dei secoli.
Ormai la cattedrale, si sa che insieme all'altro polmone del castello imperiale, costituisce il fulcro dove è sorto la città. E' notorio che l'attuale cattedrale è stata costruita nel XIV sec. dopo l'abbandono del complesso dell'antica cattedrale sorta in epoca longobarda e poi inglobata nell'area del castello. La città deve le sue origini su un castrum con tempio micaelitico su cui fu costruita la prima cattedrale, ampiamente descritta dall'autore e frutto di studi appropriati dopo il ritrovamento in seguito ai restauri del castello. Il ritrovamento del fonte battesimale, in uso solo nelle cattedrali episcopali, l'impianto a tre navate,oltre ad essere una cappella palatina, avrà avuto funzioni di chiesa madre della Ecclesia Angelensis.
La Diocesi fu istituita tra il 1073 e 1085 ad opera del Papa Gregorio VII e certamente non si trovava nell'attuale sito della seconda cattedrale perchè il borgo era abbarbicato intorno al castello e successivamente nel secolo XVI, il paese si espanse nel luogo ghiamato i "fossi" e successivamente la strata. La scelta di abbandonare il sito intorno al castello trova la data dei sismi del 1451 1456-1466, epoca dell'episcopato di Pessuto Donnorso di Sorrento che iniziò la costruzione a valle in località dei fossi. Vi è una data certa: la lastra tombael del vescovo onativo di s. Angelo Michele Cecere vescovo dal 1477 al 1485.
L'autore fornisce documentazione sicura della città come si presentava nel 1541, come risulta dagli antichi statuti municipali concessi dal conte Leonardo Caracciolo: la città aveva le seguenti porte: Porta Palazzo a settentrione, Porta S. Pietro a mezzogiorno (probabile titolo della prima chiesa palatina-cattedrale, S. Antonio a occidente e S. Nicola ad oriente.
L'autore continua nella narrazione in questa infaticabile ed interminabile lotta contro la furia devastatrice dei terremoti. La cattedrale altirpina, rientra duqnue nella tipologia architettonica comune degli impianti a croce latina con tre navi, l'impianto settecentesco, ha avuto sostanziali, mutazioni, gli artisti che vi hanno operato sono agrimensori del calibro di Diego Villani da Vallata agrimensore della Regia Dogana della mena della pecore di Foggia, autore di importanti platee come quella di Guardia Lombardi, del Capitolo della Cattedrale di S. Angelo e del Convento di S. Marco, di quella di Rocca San Felice.
Queste note vogliono dare il giusto rilievo agli artisti e committenti, i quali si possono riscoprire nella piacevole lettura, che riserva sorprese. Un testo prezioso da custodire e diffondere nelle scuole e tra i parroci della diocesi. Un lettura che consiglio ai giovani e a tutti coloro che amano la propria città.